Nacque a Cassano d'Adda il 6 Agosto del 1900, rimasto orfano prestissimo, crebbe in casa dello zio materno con quattro cugini.

     Poco più che ragazzo si trasferì a Milano per imparare il mestiere del calzolaio – che per lui divenne vera “arte” - rientrando a Cassano tutti i finesettimana.

     Iniziò a 12 anni a suonare il trombone cantabile nella Banda musicale di Cassano di cui era capobanda lo zio Cesare Gariboldi.

     Ebbe due grandi passioni: il lavoro di calzolaio – nel quale eccelleva per originalità e creatività (lavorò per i più importanti negozi di Milano e per il Teatro alla Scala, eccellendo anche nel campo dell'ortopedia) – e per la musica, rimanendo nella Banda musicale di Cassano per ben 70anni, divenutone il capo alla morte dello zio.

     Amò moltissimo anche lo sport: nel 1921 guadagnò una medaglia nella “IX Marcia Internazionale dei 100 Km.” organizzata dalla Gazzetta dello Sport giungendo 15° al traguardo. In qualità di fiduciario sportivo del Comune di Cassano seguì per diversi anni il settore giovanile.

     A militare fu bersagliere.

     Sposatosi, ebbe due figlie con diversi nipoti.

     Nel 1977 venne nominato Cavaliere della Repubblica per i suoi meriti nel campo del lavoro e della musica.

     Partecipò con la Banda musicale di Cassano a numerosi concorsi nazionali ed adunate bandistiche con notevoli successi: memorabile fu l'incontro della Banda a Roma nel luglio 1981 con Papa Giovanni Paolo II, di cui conservò un                                                      

ricordo emozionante nella foto che lo ritrae mentre bacia la mano al Pontefice.

     Sempre con la sua Banda musicale partecipò a molte adunate nazionale degli Alpini nelle varie città italiane al seguito del Gruppo ANA di Cassano d'Adda, considerando che il Gen. Giuseppe Perrucchetti – fondatore delle truppe alpine – era nativo di

Cassano.

     Pinola - come era amabilmente chiamato dai suoi concittadini - ha lasciato un ricordo vivissimo in tutti loro per la sua grande disponibilità, il suo carattere aperto e cordiale, la sua generosità ed umiltà, ed il suo grandissimo amore per la musica che ha trasmesso ai suoi numerosi allievi.

     I cassanesi lo ricordano anche perchè durante i concerti dirigeva senza usare la classica bacchetta, ma la lunga chiave di accesso al locale dove vi si svolgevano le prove e dava l'avvio col motto: “Vognn, dü, trìi, in buca töecc”

     Morì il 28 Febbraio del 1982 e nell'omelia del funerale il Parroco Mons. Carlo Valli ne parlò come di un “costruttore di civiltà”.