da "I Quaderni del Portavoce" n. 35

“Io, Cesare Martire Capredoni, Prevosto di questa chiesa di Cassano d’Adda, ho battezzato, sotto condizione, un bambino nato il giorno 13 di questo mese ad ore tredici, figlio di Giuseppe Perrucchetti fu Domenico e Margherita Manzoni, fu Antonio, coniugi di questa Parrocchia. Ho imposto i nomi di Giuseppe Domenico. Fu Padrino il signor Giuseppe Salamini fu Domenico, Dottore in Legge, della Parrocchia di S. Nazario in Milano”. Così recita il documento che attesta il Battesimo di Giuseppe Domenico Perrucchetti, che poi trascorse nel suo paese natio gli anni delle puerizia e parte della giovinezza. Colui che fu ideatore del Corpo Militare degli Alpini (1872), scrisse diversi testi di arte militare e fu autore di diversi articoli giornalistici che ne dimostrano la competenza bellica. Furono scritti su testate di prestigio, come quello che meritò in anni di studio, fatica, competenza. Fino al compimento del ginnasio il Perrucchetti studiò in quello che i Cassanesi chiamavano “il collegio”. Situato in Casa Rusca, alle porte del paese,collegio che per decenni ospitò persone che in tale sede trascorsero anni di studio e sacrificio ricevendo la possibilità di percepire appieno gli erudimenti e le qualità per poter affrontare la vita futura,ricca di non poche difficoltà, soprattutto per coloro che intendevano costruirsi un futuro non solo indipendente,

ma anche prestigioso e invidiabile, comunque degno di uno spirito incline alla difficoltà.

Probabilmente nel corso degli anni che lo videro occupare un posto di sufficiente rilievo nella storia italica, il nostro ideatore e militare fece qualche visita al paese che lo vide crescere, ma questo non attestabile con sicurezza, ha posto unicamente nella gamma degli affetti e non merita dignità storica, come le altre notizie che dettano il tracciare di una fisionomia di un uomo che tuttora rimane nel cuore di molti soldati, di tutte le età e di qualsiasi parte d’Italia. Per tutti “papà Perrucchetti” in quanto padre e ideatore del corpo degli Alpini”.

La storia vuole che sua madre fosse cugina  di Alessandro Manzoni, ma il Perrucchetti, pare che, a ragione, non volesse essere da meno al parente milanese, e quindi lui non volle brillare di luce impropria e compì quanto è stato descritto quasi con maggior accanimento e determinazione quasi non volesse rimanere nella mente degli uomini per un fattore che non dipendeva direttamente da lui, quale appunto il legame di parentela. 

Nell’epigrafe che fa bella mostra di sé sopra la porta del Castello di Cassano d’Adda sta scritto, tra l’altro, che compose trattati di geografia militare e che insegnò a persone illustri e nobili. Ma la sua tecnica e perspicacia  furono preziose anche per semplici soldati e comandanti, desiderosi di apprendere quegli insegnamenti che sarebbero stati loro certamente utili e in diverse occasioni.

Nell’anno 1867 venne arrestato nei pressi di Bressanone e trasferito a Innsbruck.

Poi fu rilasciato dagli Austriaci, e la sua preparazione giovò a quanti frequentavano la Scuola di Guerra di Torino, almeno per quanto la geografia militare, materia che il Perrucchetti insegnò negli anni che vanno dal 1872 al 1878. In una sorta di cursus onorum compiuta all’interno dell’Esercito e dello Stato maggiore meritò ed ebbe diverse onorificenze, che assai soventemente rifiutò nel caso in cui gli fossero state offerte da Paesi esteri. Gli bastava essere stato l’ideatore del corpo degli Alpini, un vanto pienamente giustificato e sicuramente degno di essere ricordato anche in questo scritto, che intende delineare le caratteristiche di un Cassanese che ha fatto parlare di sé, che è universalmente noto e che merita la stima di quanti hanno conosciuto il suo merito, che in questo caso non è poco.

Paese, esercito, montagna, geografia formano quel quadrinomio che caratterizzò la sua vita, vissuta con senso critico e spirito rispettoso delle regole. E’ notorio e storicamente provato che negli ultimi anni di vita tornò a Cassano d’Adda per poi morire a Courgné, dove si spense nel 1916, esattamente il cinque ottobre. E’ quello un tipico paese di montagna, quella che lo rese famoso, quella che amò, quella a cui molto deve.

 

                                                                                                     Fausto Gilli – Marzo 2009

 

Monumento al Generale Perrucchetti che ha sede nell'omonima piazza

 

 

Fotografia di R. Siesa

Monumento al Generale Perrucchetti che ha sede nell'omonima piazza (particolare)

 

 

Fotografia di R. Siesa

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